Ci sono giorni che si vedono arrivare sul calendario con settimane di anticipo, non perché sia in programma qualcosa di bello, ma perché il corpo sta per ricordarsi a noi. Il crampo che inizia come una pressione sorda nel basso ventre e lentamente si trasforma in qualcosa che spezza la concentrazione, manda all'aria i programmi e a volte ti costringe, semplicemente, a non fare assolutamente nulla per un po'. La stanchezza che non passa con il sonno, per quanto presto si vada a letto. Per molte donne è semplicemente una parte fissa del mese, qualcosa a cui ci si rassegna e attorno a cui si costruisce una routine: la borsa dell'acqua calda, l'ibuprofene a portata di mano, il giorno in cui si preferisce non fissare appuntamenti.
Sempre più persone guardano quindi al CBD come a qualcosa da affiancare a quella routine familiare. Non come sostituto di ciò che già funziona, ma come qualcosa in più, qualcosa da provare nei giorni in cui l'approccio abituale non sembra bastare. La domanda che sorge è logica: si sa già qualcosa in merito, o si insegue soprattutto il marketing? Cosa possiamo dire onestamente, e cosa ancora non sappiamo?
Cosa succede esattamente con il dolore mestruale
Il dolore mestruale, chiamato dismenorrea in ambito medico, si verifica perché l'utero si contrae per espellere il proprio rivestimento. Queste contrazioni sono guidate da sostanze chiamate prostaglandine, la stessa famiglia di composti che favoriscono l'infiammazione e che hanno un ruolo anche nella febbre e nel gonfiore in altre parti del corpo. Più alto è il livello di prostaglandine nel rivestimento dell'utero, più forti sono le contrazioni, e quindi più intenso è di solito il crampo. Questo spiega anche subito perché funzionano antidolorifici comuni come l'ibuprofene: bloccano proprio questa produzione di prostaglandine.
Esiste una distinzione tra dismenorrea primaria, dolore mestruale senza una causa sottostante, e dismenorrea secondaria, in cui entra in gioco qualcos'altro, come l'endometriosi o i fibromi nell'utero. Nella pratica le due spesso si sovrappongono, e non è sempre facile per una persona riconoscere da sola la differenza. Molte persone sperimentano inoltre sintomi della sindrome premestruale (SPM) nello stesso ciclo: sbalzi d'umore, sensazione di gonfiore, irritabilità e una stanchezza che a volte inizia già giorni prima del ciclo stesso. Per alcune il dolore durante il ciclo è il problema maggiore; per altre è proprio l'accumulo di tutti questi piccoli fastidi a rendere pesante la settimana.
Cosa mostra la ricerca sul CBD
Questo è ancora un campo di ricerca relativamente nuovo, il che sorprende se si pensa a quanto sia diffuso il dolore mestruale e da quanto tempo le persone sperimentano con la cannabis per ogni genere di disturbo. È quindi importante essere precisi su ciò che è stato dimostrato, su ciò che è ancora in fase di studio e su dove passi esattamente il confine tra le due cose.
Uno studio randomizzato in aperto del 2024, pubblicato su Experimental and Clinical Psychopharmacology da ricercatori della University of Arkansas e dell'Auburn University, ha esaminato specificamente il CBD e i sintomi legati al ciclo mestruale. Secondo gli stessi autori, in precedenza non esisteva nessuno studio che avesse esaminato l'effetto dei cannabinoidi su questi sintomi. Hanno partecipato 33 donne con sintomi da moderati a gravi, assegnate casualmente a due gruppi di dosaggio: 160 mg o 320 mg di CBD, due volte al giorno. Ogni mese iniziavano il primo giorno in cui comparivano i sintomi e assumevano le capsule molli per cinque giorni, per tre mesi, dopo una misurazione iniziale che serviva da punto di confronto. I ricercatori hanno osservato una diminuzione dei sintomi legati al ciclo, dell'irritabilità, dell'ansia e dello stress rispetto a quella misurazione iniziale.
È importante ricordare che si trattava di uno studio in aperto, il che significa che le partecipanti sapevano di ricevere CBD, e non c'era un gruppo placebo con cui confrontare i risultati. Il gruppo era inoltre piccolo, con un'età media di circa vent'anni, e i sintomi erano riferiti dalle partecipanti stesse tramite questionari. Lo studio ha anche considerato i sintomi legati al ciclo in senso ampio, sia fisici sia psicologici, quindi non solo il crampo in sé. E in che misura le aspettative delle partecipanti abbiano avuto un ruolo non è stato misurato direttamente nello studio. Questo lo rende un primo segnale interessante, qualcosa che vale la pena approfondire, ma non una prova conclusiva che l'effetto sia attribuibile al CBD stesso.
Inoltre è stato progettato uno studio di fase II, il cui protocollo è stato pubblicato nel 2022 su Principles and Practice of Clinical Research, che confronta il CBD come prodotto a sé stante, cioè non miscelato con altre sostanze, con l'ibuprofene per il dolore mestruale. Secondo il protocollo, fino a quel momento non esistevano studi precedenti che testassero il CBD da solo per questo disturbo. Questo studio è randomizzato e in triplo cieco, il che significa che né le partecipanti, né il gruppo di ricerca, né le persone che analizzano i dati sanno chi riceve quale prodotto, un disegno di studio decisamente più solido di quello precedente. Le partecipanti assumono i prodotti nell'arco di più cicli mestruali, in modo che l'effetto non dipenda dal caso di un singolo ciclo.
Per quanto abbiamo potuto trovare, questo studio è stato pubblicato solo come protocollo, la descrizione di come è impostato lo studio, quali misurazioni vengono effettuate e come verranno poi analizzati i dati. Non abbiamo trovato risultati. In altre parole: sappiamo che questa domanda viene indagata con serietà e cura, con esattamente il tipo di disegno che potrebbe fornire prove convincenti, ma non sappiamo ancora cosa ne uscirà.
Cosa significa questo per te
Sulla base di ciò che si sa attualmente, non possiamo dire che il CBD sia dimostrato contro il dolore mestruale come lo è l'ibuprofene, con decenni di ricerca alle spalle. Quello che possiamo dire è che è in corso una ricerca scientifica seria, con i primi segnali cautamente positivi dallo studio in aperto e uno studio impostato con maggiore rigore che deve ancora mostrare quale sia davvero la risposta. È esattamente lo stato di avanzamento onesto e provvisorio: abbastanza interessante da continuare a indagare, non ancora abbastanza per fare promesse nette. Nelle ricerche condotte finora, inoltre, il CBD è in generale ben tollerato, il che di per sé dice qualcosa su quanto sia sicuro sperimentarlo.
Molte persone che usano il CBD intorno al ciclo lo fanno in aggiunta al loro abituale sollievo dal dolore, non al suo posto. Alcune notano una differenza soprattutto nei giorni precedenti, con sintomi premestruali come irritabilità e inquietudine, altre proprio durante il crampo. Varia da persona a persona, ed è proprio per questo che provare, con calma e aspettative realistiche, in accordo con te stessa e se necessario con il tuo medico di base, è al momento l'unico modo per scoprire se per te aggiunge qualcosa.
Importante: questo articolo ha scopo informativo, non costituisce un consiglio medico. Il CBD non sostituisce un trattamento esistente per i disturbi mestruali. Un dolore mestruale persistente o intenso può indicare una condizione sottostante come l'endometriosi; parlane con il tuo medico di base.
Fonti
- Examination of the Effects of Cannabidiol on Menstrual-Related Symptoms (2024). Experimental and Clinical Psychopharmacology. Studio randomizzato in aperto con 33 partecipanti su capsule molli di CBD (160 mg o 320 mg, due volte al giorno) per sintomi legati al ciclo mestruale. researchgate.net/publication/377110401. Registrazione dello studio: clinicaltrials.gov/study/NCT05679830
- Efficacy of Cannabidiol Versus Ibuprofen in the Relief of Menstrual Pain in Females Living with Primary Dysmenorrhea: A phase II, Non-Inferiority trial (2022). Principles and Practice of Clinical Research. Protocollo di studio pubblicato; nessun risultato trovato. journal.ppcr.org/index.php/ppcrjournal/article/view/216
Meta-titolo: CBD e dolore mestruale: cosa mostra la ricerca
Meta-descrizione: Il CBD può aiutare con il dolore mestruale o la SPM? Una panoramica onesta della ricerca in corso, senza false promesse.