CBD and children with ADHD, What does the science say?

CBD e bambini con ADHD: cosa dice la scienza?

Jan 05, 2026Marieke van Haaster

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è uno dei disturbi del neurosviluppo più comuni nell’infanzia. Le persone colpite spesso lottano con disattenzione, impulsività e iperattività, con conseguenze sulla scuola, sulla vita familiare e sull’autostima.

Poiché i farmaci convenzionali come gli stimolanti non aiutano tutti i bambini o possono causare effetti collaterali, alcuni genitori cercano alternative. L’olio di CBD viene sempre più discusso come possibile opzione. Ma cosa si sa realmente finora?

ADHD nell’infanzia: più che semplice “irrequietezza”

L’ADHD si manifesta in modo diverso da bambino a bambino. I sintomi tipici includono:

  • Difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione
  • Impulsività, agire senza riflettere
  • Irrequietezza motoria e agitazione interna
  • Instabilità emotiva e frustrazione

La terapia standard consiste solitamente in interventi comportamentali, supporto scolastico e, nei casi più gravi, farmaci (ad esempio il metilfenidato).

Perché il CBD viene discusso nell’ADHD

Il CBD influenza il sistema endocannabinoide, che è coinvolto nella regolazione dell’attenzione, del controllo degli impulsi e dell’elaborazione emotiva. Negli studi sugli adulti, il CBD ha mostrato effetti calmanti, ansiolitici e favorevoli al sonno, tutti fattori che possono svolgere un ruolo anche nell’ADHD.

Ciò ha portato all’ipotesi che il CBD possa aiutare alcuni bambini a regolare meglio l’attenzione e l’umore. Tuttavia, questa ipotesi è stata finora indagata solo in misura molto limitata negli studi scientifici.

Stato attuale della ricerca su CBD e ADHD

Ad oggi, esistono pochissimi studi clinici di alta qualità sul CBD nei bambini con ADHD. La maggior parte dei dati proviene da:

  • Piccoli studi pilota su adulti con ADHD,
  • sondaggi in cui i pazienti riportano miglioramenti soggettivi,
  • e singoli casi clinici.

Questi primi risultati suggeriscono che il CBD potrebbe migliorare il sonno, ridurre l’irrequietezza interna e influenzare positivamente l’umore in alcune persone con ADHD. Allo stesso tempo, i dati disponibili non sono sufficienti per raccomandare il CBD come terapia standard, soprattutto nei bambini.

Possibili vantaggi e rischi

Possibili vantaggi:

  • Effetto calmante e riduzione dell’irrequietezza interna
  • Miglioramento della qualità del sonno, che può stabilizzare secondariamente l’attenzione
  • Riduzione dell’ansia in situazioni socialmente stressanti

Possibili rischi e incertezze:

  • Insufficiente base di studi su bambini e adolescenti
  • Possibili interazioni con i farmaci per l’ADHD (ad esempio tramite gli enzimi epatici)
  • Rischio di dosaggio errato con prodotti liberamente disponibili

Poiché il cervello in via di sviluppo è particolarmente sensibile, il CBD dovrebbe essere provato nell’ADHD solo sotto supervisione medica e mai senza il consenso degli specialisti curanti.

Considerazioni pratiche per i genitori

  • Il CBD non è un sostituto della terapia comportamentale, del supporto scolastico o dei farmaci basati su evidenze scientifiche.
  • Se si prende in considerazione il CBD, ciò dovrebbe avvenire esclusivamente insieme a un medico esperto o a uno psichiatra infantile.
  • Dovrebbero essere utilizzati solo prodotti certificati con contenuto verificabile di CBD e THC.
  • La dose dovrebbe essere iniziata bassa e aumentata lentamente, osservando attentamente effetti ed eventuali effetti collaterali.

Conclusione: la ricerca è ancora agli inizi

Attualmente, l’uso del CBD nei bambini con ADHD rappresenta un approccio sperimentale. A singole segnalazioni di miglioramento si contrappone la mancanza di studi clinici solidi.

I genitori dovrebbero quindi essere cauti rispetto a promesse e affermazioni pubblicitarie. Il CBD potrebbe diventare in futuro un’opzione di supporto utile, ma per ora le terapie consolidate restano la base del trattamento.

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Marieke van Haaster, MSc, è una scienziata sanitaria con oltre 20 anni di esperienza nella ricerca sulla cannabis. Ha lavorato come responsabile di Ricerca e Sviluppo presso MariPharm e ha condotto studi clinici per diverse aziende farmaceutiche. Dal 2022 è ricercatrice e consulente indipendente nel campo della cannabis e dei cannabinoidi. Per Dutch Natural Healing, condivide approfondimenti scientificamente fondati sugli effetti e le applicazioni dei prodotti a base di cannabis.

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